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Roma città aperta?

Il quartiere dove vivo, il Pigneto, durante quest’ultimo fine settimana è stato alla ribalta della cronaca nazionale per via dell’assalto, definito xenofobo, a dei negozi gestiti da extracomunitari. Della serie: “come volevasi dimostrare”, direi che un po’ era nell’aria, in molti ce lo aspettavamo, si era paventata la possibilità di atteggiamenti del genere dato il cambio che c’è stato alle politiche e ahimè a Roma… da alcuni, questo cambio è stata considerato “ventata di aria nuova”.. quando invece le ronde e questa violenza così gratuita non è proprio un fenomeno così nuovo ma ci riporta indietro di moltissimi anni. Gratuita lo è quando a fare violenza, sono cittadini nei confronti di altri cittadini mentre al contrario a Napoli non è affatto gratuita, dato che i picchiatori vengono scelti e anche pagati..

E pensare che quando ero piccola, quando mi veniva chiesto dove vivessi, dire "al Pigneto" non era poi così entusiasmante. Erano gli anni ’80, abbastanza difficili, assistere a uno scippo o vedere uno che si bucasse davanti ai tuoi occhi, era all’ordine del giorno.
Poi il cambio politico, di costume e soprattutto sociale che c’è stato nella città eterna e non solo, negli anni ’90 i quali pian piano hanno fatto si che anche il Pigneto si riqualificasse. Tra l'altro, gente come Pasolini e Rossellini già da tempo avevano scoperto e amato questo quartiere popolare di Roma...
Ora sono orgogliosa quando dico di vivere al Pigneto perchè è diventato multirazziale e multiculturale come San Lorenzo, Perché sembra un paese, perché è pieno di gente interessante, pieno di localini, di attività culturali.. perché è, come diciamo a Roma fico! e tutto questo a me piace.
Ma i fatti di sabato hanno reso evidenti, le difficoltà per una civile convivenza e certamente l’aria “nuova” che tira... si respira, si vede.

Roma non è più “città aperta”

Auguriamoci che torni a esserlo al più presto.

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